Cosa succederà ai lavoratori EXI dopo la cessione alla Holding tedesca Mutares?

Non è facile per i lavoratori coinvolti in operazioni societarie, di cui sanno poco o nulla, capire quali saranno le conseguenze delle scelte aziendali sul proprio futuro lavorativo.

Un ragionamento che ciascuno di loro dovrà certamente fare per partire da una solida base di conoscenza, è quello di capire cosa cambia dal punto di vista giuridico, e nello specifico cosa accade quando la società presso cui si lavora – controllata da una holding – viene ceduta ad un’altra realtà imprenditoriale.

Questo è il caso recente della cessione delle quote di partecipazione della società EXI, passata in virtù di tale operazione dal controllo di Ericsson (TEI) al controllo della holding di investimento tedesca Mutares (Murates SE & Co. KGaA).

La prima cosa che va certamente compresa è l’attinenza tra le attività svolte presso EXI – che è stata a sua volta creata tre anni fa e in cui TEI ha fatto confluire un ramo con un gruppo di dipendenti oggi, appunto, interessati alla cessione della società – con quelle svolte dalla holding tedesca. Perché è chiaro che se l’acquirente svolge attività estranee a quelle oggetto di acquisizione, e dunque a quelle svolte dai lavoratori in Ericsson, il rischio è che molte cose possano cambiare.

Questa prima valutazione non è propriamente giuridica, ma è comunque molto importante perché la garanzia del posto di lavoro è sempre ed in ogni caso legata alla persistenza di un certo business.

Sotto il profilo strettamente giuridico, è bene evidenziare che non si tratta di una cessione ai sensi e con le tutele dell’art. 2112 c.c., poiché questa norma attiene ai casi di trasferimenti di azienda e di rami azienda che comportano un mutamento della titolarità del rapporto di lavoro, che in questo caso non avviene perché essendo una cessione di quote il datore di lavoro resta pur sempre EXI. Almeno questo secondo l’interpretazione prevalente.

Ciò significa anche che non è prevista una fase obbligatoria di informazione e consultazione sindacale ai sensi dell’art. 47 della l. n. 428/1990. Ciò può eventualmente essere previsto dai CCNL, ma non è questo il caso di quello delle Telecomunicazioni.

La possibile mutazione delle condizioni di lavoro non deriva pertanto dalla modifica in sé del rapporto di lavoro – come detto il datore di lavoro resta EXI –, bensì dalla modifica avvenuta esclusivamente dal lato del datore di lavoro.

Se ed in che termini i lavoratori continueranno ad essere impiegati nelle attività legate ai servizi svolti da Ericsson, dipenderà dal mantenimento del contratto o dei contratti di appalto che saranno garantiti ad EXI.

Sul rischio che la cessione delle quote sia il preludio alla perdita o allo spacchettamento delle commesse – che inevitabilmente determinerebbe uno stravolgimento lavorativo per coloro che hanno sempre svolto quel lavoro, sino all’ipotesi estrema della mancata stabilità occupazionale –, è chiaro che questo potrebbe aumentare, poiché si verifica una fuoriuscita dal gruppo Ericsson. Aumentare, si badi bene, rispetto a quello già insito nel non essere (più) dipendenti della controllante-committente.

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Ho pubblicato un libro "Il ricatto dei mercati" che contiene una indagine sulla nuova governance economia europera ed internazionale, e sulle trasformazioni del mondo del lavoro nell'era della finanza. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche, di cui l'ultima pubblicata nelle rivista scientifica di diritto del lavoro "Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro" dal titolo "Trasferimento di parte d’azienda, appalti e collegamenti societari: complessità della realtà e nuove sfide interpretative". Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Credo nella ricerca come principale strumento principale di difesa contro derive autoritarie.

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